
Realizzazione
2020
Committente
Comune di Rovereto
Progetto architettonico
Leoni&Leoni
Emiliano Leoni
Collaboratori
Elisa Pedrotti
Sebastiano Zolin
Ivan Weirather
Giorgio Gislimberti
Giulio Borsi
Michela Canali
Imprese costruttrici
Impresa Salvetti geom. Maurizio & C
Ceramiche Adige
Isocaf
Alranch Gianni
UG Ulisse Gatti
Falegnameria Battisti
Termoidrauliche Prosser
GS Pavistamp
Wegher
Foto
Paolo Sandri

Un padiglione a fungo
che diventa il cuore
del parco e spazio
educativo all'aperto
Padiglione
Parco alla Ruina
Marco di Rovereto, Tn
L’urgenza, in piena emergenza Covid, di dotare il Parco della Ruina Dantesca di uno spazio coperto ricreativo/educativo ha portato alla costruzione di un padiglione a fungo. Paesaggisticamente l’enorme frana, nota come Ruina Dantesca, è il casuale accatastamento di pietre di differenti dimensioni.
Accatastando semplicemente elementi in legno xlam reperibili velocemente ed a catalogo sul mercato si genera una struttura equilibrata composta da un nucleo rigido e portante centrale, un solaio a sbalzo composto da tre elementi identici e tiranti stabilizzanti sulle due teste corte. Il progetto prevede quindi la collocazione di una piccola struttura all’aperto costruita prevalentemente in legno a completamento delle funzioni attrattive del parco alla Ruina a Marco.
L’area del parco era un tempo destinata ad edificazione ed è poi stata stralciata per volere della circoscrizione di Marco. La sistemazione paesaggistica di tutto il parco è opera del SOVA, Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia Autonoma di Trento, che impiega operai rimasti senza contratto lavorativo per creare opere collettive per il territorio.
Fitte doghe verticali in larice creano intimità tra gli spazi ed interpretano i ritmi degli alberi e delle ombre del parco. L’edificio a forma rettangolare si adagia tra gli alberi e gli spazi a prato verso est e la stradina centrale verso ovest. La copertura ha un esile lattoneria in acciaio zincato e del ghiaino di pezzatura media del colore delle rocce tipiche dei Lavini di Marco. All’interno del nucleo centrale trovano collocazione un servizio igienico ed uno spazio di deposito a disposizione della struttura e del parco. Delle luci led, posizionate lungo le giunte dei pannelli in legno, illuminano gli spazi coperti. Il pavimento è in cemento grezzo.












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Un padiglione
a fungo che diventa
il cuore del parco
e spazio educativo
all'aperto
Padiglione
Parco alla Ruina
Marco di Rovereto, Tn
Realizzazione
2020
Committente
Comune di Rovereto
Progetto
architettonico
Leoni&Leoni
Emiliano Leoni
Collaboratori
Elisa Pedrotti
Sebastiano Zolin
Ivan Weirather
Giorgio Gislimberti
Giulio Borsi
Michela Canali
Imprese costruttrici
Impresa Salvetti
geom. Maurizio & C
Ceramiche Adige
Isocaf
Alranch Gianni
UG Ulisse Gatti
Falegnameria Battisti
Termoidrauliche Prosser
GS Pavistamp
Wegher
Foto
Paolo Sandri
L’urgenza, in piena emergenza Covid, di dotare il Parco della Ruina Dantesca di uno spazio coperto ricreativo/educativo ha portato alla costruzione di un padiglione a fungo. Paesaggisticamente l’enorme frana, nota come Ruina Dantesca, è il casuale accatastamento di pietre di differenti dimensioni.
Accatastando semplicemente elementi in legno xlam reperibili velocemente ed a catalogo sul mercato si genera una struttura equilibrata composta da un nucleo rigido e portante centrale, un solaio a sbalzo composto da tre elementi identici e tiranti stabilizzanti sulle due teste corte. Il progetto prevede quindi la collocazione di una piccola struttura all’aperto costruita prevalentemente in legno a completamento delle funzioni attrattive del parco alla Ruina a Marco.
L’area del parco era un tempo destinata ad edificazione ed è poi stata stralciata per volere della circoscrizione di Marco. La sistemazione paesaggistica di tutto il parco è opera del SOVA, Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale della Provincia Autonoma di Trento, che impiega operai rimasti senza contratto lavorativo per creare opere collettive per il territorio.
Fitte doghe verticali in larice creano intimità tra gli spazi ed interpretano i ritmi degli alberi e delle ombre del parco. L’edificio a forma rettangolare si adagia tra gli alberi e gli spazi a prato verso est e la stradina centrale verso ovest. La copertura ha un esile lattoneria in acciaio zincato e del ghiaino di pezzatura media del colore delle rocce tipiche dei Lavini di Marco. All’interno del nucleo centrale trovano collocazione un servizio igienico ed uno spazio di deposito a disposizione della struttura e del parco. Delle luci led, posizionate lungo le giunte dei pannelli in legno, illuminano gli spazi coperti. Il pavimento è in cemento grezzo.









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